Immaginiamo di dover rispondere a un giovane designer che cinterpella per unopinione prima dinterfacciarsi con il magma concorsuale nazionale (il pubblico dei giovani, come sottolineato anche da Stefano Maffei nellarticolo a fianco, è infatti il più appetibile e appetito in termini di concorsi didee in Italia).
Innanzi tutto, dobbiamo chiarire che cosa intendono normalmente i bandi per giovani designer: non si tratta infatti solo di studenti o neolaureti delle facoltà di Design o dei corsi di laurea in Disegno industriale ma, mediamente, ci si riferisce a studenti e professionisti under 35 provenienti da generici contesti formativi nel campo del design, a cui si aggiungono, spesso indiscriminatamente, architetti e, non di rado, anche ingegneri.
Per rispondere alla domanda, decidiamo di presentargli un bilancio (non certo esaustivo, ma speriamo completo) tratto da un panorama di circa venti concorsi didee banditi in Italia e rivolti ai giovani, i cui esiti sono stati annunciati nel 2009 (è da rilevare che lanno passato registra una decisiva diminuzione del numero di gare rispetto al 2008), il 50% dei quali giunto almeno alla terza edizione.
La prima indicazione che ci sentiamo di dargli riguarda loggetto: il product design è sicuramente il settore che tira di più. Questo perchè i concorsi sono, per la stragrande maggioranza, banditi da aziende in collaborazione con enti co-promotori/patrocinatori, tra cui spiccano lAssociazione per il disegno industriale (Adi) e alcune università – come la facoltà del Design del Politecnico di Milano o la Facoltà di Design e Arti dellUniversità Iuav di Venezia (con i collegamenti dedicati nei rispettivi siti, che citiamo quali validi «osservatori», in assenza di luoghi virtuali e archivi digitali istituzionalizzati) -, oltre alle Camere di Commercio e agli enti pubblici locali. Si distinguono, poi, alcune associazioni di categoria e fondazioni private, tra cui la Raymond Loewy Foundation Italy, con sede a Roma, che bandisce da cinque anni il Lucky Strike Designer Award Italy (da questanno intitolato Lucky Strike T. Designer Award) per tesi di laurea nel «campo del design» (primo premio, 30.000 euro).
Se, come abbiamo detto, il product design è il settore più gettonato, in questo campo a farla da padrone è ancora il car/transportation design, che ricorre più volte nei bandi di gara: basti citare, a titolo esemplificativo, il Mini Design Award, concorso a inviti per 35 giovani (montepremi, 33.000 euro); Autostyle Design Competition, promosso da Berman, concorso a inviti per 12 designer (su 70 proposte inviate nel 2009), con montepremi non monetario; Car Design, bandito da facoltà di Architettura di Trieste e Associazione Amatori veicoli storici, a cui hanno partecipato circa 50 designer per un montepremi di 1.800 euro; Stile italiano giovani, promosso dallAnfia – Gruppo carrozzieri autovetture, i cui esiti saranno annunciati questo mese, montepremi 10.000 euro.
Non saremo un granché incoraggianti né esaustivi in merito ai premi. I portafogli dei concorsi oscillano infatti dai 1.500 agli oltre 30.000 euro di montepremi. Altri promettono, in aggiunta, rapporti di collaborazione con le aziende banditrici e, molto spesso, prevedono workshop progettuali per lo sviluppo dei concept allinterno della struttura. Quasi nessuno, invece, contempla la prototipizzazione e, meno che mai, la realizzazione del progetto. Tra i principali contesti di visibilità – quasi tutti i concorsi implicano infatti una mostra dei progetti finalisti – la kermesse del Salone del Mobile di Milano, insieme alla Triennale, sono certo i più ambiti. Infine, caro giovane designer, nel caso avessi avuto qualche dubbio, possiamo rassicurarti sul fatto che, nei testi dei più recenti bandi del 2010, accanto alle canoniche parole di «talento», «creatività» e «stile» (tormentoni ricorrenti, quanto vaghi), ne stanno emergendo di nuove come «eco-compatibilità», «sostenibilità» e «ambiente».
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